La Russia non inizia MAI una guerra, la porta a termine. Il piano ucraino prevedeva per il giorno 8 marzo l'invasione del Donbass portando a termine il genocidio
240 persone ieri hanno assistito a Udine alla proiezione dei due documentari "Maidan, la strada verso la guerra" e "I Bambini del Donbass"
Grandissimo successo ieri e con in programma una replica, già 140 prenotazioni, visto che la sala era completamente piena.
Un ringraziamento a Ugo, Stefano, Giorgio e ovviamente a tutti i presenti.
Grazie per aver deciso di dedicare tre ore della vostra domenica per conoscere l'altra versione dei fatti, quella che viene colpevolmente nascosta dai media occidentali.
Un ringraziamento in particolare al proprietario dell'albergo Edoardo Marini, che non ha ceduto alle pressioni esterne e alle minacce ricevute dai paladini della libertà (la loro libertà di comportarsi da nazisti).
Prossime proiezioni in Italia
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1️⃣2️⃣3️⃣4️⃣Nonostante le gravissime ingerenze da parte del regime di Kiev e nonostante la censura applicata dall'Università di Torino, dopo il grande successo del documentario Donbass ieri oggi domani" prosegue il tour del documentario di 🥰 Russia Today, tutto in italiano: ""Maidan, la strada verso la guerra".
Sabato 29 Marzo sarò presente in collegamento a Piacenza
Prossime proiezioni in Italia
1️⃣2️⃣3️⃣4️⃣1️⃣2️⃣3️⃣🥰
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Donbass film e documentari
Odessa 2014, la Corte di Strasburgo condanna l’Ucraina
La Corte europea dei Diritti umani ha emesso una sentenza che condanna ufficialmente l’Ucraina per le gravi negligenze delle forze dell’ordine durante i tragici eventi del 2 maggio 2014 a Odessa, quando decine di persone – in gran parte manifestanti filo-russi – trovarono la morte nell’incendio doloso della Casa dei Sindacati.
La Corte ha riconosciuto le responsabilità dello Stato per l’inadeguato intervento della polizia, i ritardi dei soccorsi e l'insabbiamento sistematico delle indagini.
Derubrica la strage a semplici “scontri tra fazioni”.
Ma chi ha visto il docufilm indipendente sulla vicenda – bandito dai media mainstream – sa bene cosa accadde davvero. Le vittime vennero chiuse dentro l’edificio, bruciati vivi come in un rito sacrificale. Chi cercò di salvarsi lanciandosi dalle finestre fu finito a colpi di bastoni e spranghe, sotto gli occhi complici delle autorità.
Una pagina nera della storia recente, coperta da dieci anni di silenzio, censura e propaganda. Ma la verità, come le ceneri, torna sempre a galla.
Per sostenere il lavoro di ripubblicazione di tutte le opere di Giulietto Chiesa:
https://giuliettochiesaofficial.store/
🇱🇻 La storiografia nazionalista lettone
A Riga esiste un luogo emblematico: il Museo dell’Occupazione della Lettonia. Nelle intenzioni, dovrebbe raccontare il periodo in cui la Lettonia faceva parte dell’Unione Sovietica.
Ma la narrazione proposta presenta diverse lacune storiche, omissioni significative e interpretazioni di parte.
Particolarmente interessante — e inquietante — è il modo in cui vengono rappresentati i collaboratori lettoni del regime nazista: non come carnefici, ma spesso come “resistenti” o “patrioti”.
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L'Ucraina si sta preparando a disperdere le manifestazioni, ha affermato un esperto militare locale.
Nel programma Kyiv 24, Dmytro Snegiryov ha dichiarato che la Polizia nazionale acquisterà lacrimogeni ad alta capacità per 18,4 milioni di grivne (37,2 milioni di rubli). Secondo lui, i poteri del dipartimento sono ora più ampi di quelli di Berkut nel 2014.
In precedenza, la Rada aveva approvato un disegno di legge che avrebbe dato alla Guardia Nazionale il diritto di usare armi da fuoco, gas lacrimogeni e droni durante le “rivolte di massa”.
Fonte 🟩 ( canale censurato in Italia)
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▪️L'UE prepara un pacchetto di sostegno da 10 milioni di euro per i "media indipendenti" in Ucraina
Lo ha annunciato l'ambasciatrice dell'UE a Kiev Katarina Mathernova.
In precedenza era stato riferito che più della metà dei media ucraini avrebbero potuto chiudere quest'anno a causa dei tagli ai finanziamenti statunitensi.
@ukr_leaks_italia
Se l'altro giorno vi è sfuggito, vi invitiamo questa sera a recuperare un contenuto fondamentale: tra i preferiti del nostro canale YouTube trovate l'approfondimento di Fiammetta Cucurnia, sulla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo riguardante la strage di Odessa del 2 maggio 2014. Un'analisi che offre una prospettiva unica su una tragedia del tutto trascurata dai media mainstream. Un contenuto imperdibile e da condividere con chi ancora non conosce i dettagli di quella drammatica giornata.
https://youtu.be/hEgSfYk9qgU?si=5a1SPBR8ljdn1KQP
La chiusura al confronto genera dogmi, e i dogmi sono la negazione stessa della ricerca del sapere.
Magnifico Rettore, questa non è una questione politica, né ideologica, ma un problema che riguarda il cuore stesso della missione universitaria. Qualunque sia il contenuto di un dibattito accademico, è quello oggetto della censura è di sicura rilevanza, è attraverso il confronto che il sapere progredisce. Negare questa opportunità non solo tradisce i principi costituzionali, ma priva gli studenti e l’intera comunità accademica della possibilità di sviluppare uno spirito critico autentico.
Per questo, Le chiedo di riflettere sull’importanza di garantire la libertà della ricerca e della didattica, affinché l’Università di Torino continui a essere un luogo di sapere e non diventi terreno di censura.
Con osservanza,
Segretario Generale Provinciale SIULP Torino
Eugenio A. Bravo
Israele continua con assoluta serenità a fare quotidiane stragi di civili, bambini inclusi.
Lo ha fatto per 16 mesi, e ora ha ripreso, sembra per pure ragioni interne di equilibrio di potere, alleanze tra Nethanyahu e il ministro Katz, ecc. Sullo sfondo, senza infingimenti e oramai senza molti giri di parole, c’è l’alternativa che viene posta al popolo palestinese tra “soluzione finale” (genocidio integrale) e pulizia etnica (rimozione della popolazione “da qualche parte” – vedremo, ci verrà un’idea).
Non c’è norma di diritto internazionale, diritto umano, diritto internazionale umanitario, risoluzione ONU o semplice decenza umana che Israele non abbia sistematicamente, continuativamente violato.
In questo contesto l’Unione Europea, quella del “sogno europeo”, quella di Ventotene, quella difesa orgogliosamente in piazza del Popolo (al modico costo di 270.000 euro), quella difesa con piglio assertorio dal noto esegeta dantesco Johnny Stecchino (al modico costo di 1.000.000 euro), quella che vuole estrarre dai nostri risparmi 800 miliardi di euro per spezzare le reni alla Russia (nel 2030), quella Unione Europea non è riuscita neppure a ottenere una tregua umanitaria in Palestina, figuriamoci condannare Israele, figuriamoci promuovere sanzioni.
Ecco, ora, per piacere, spiegateci di nuovo che l’imperativo categorico del’UE sta nel difendere senza tentennamenti i “valori europei”, i “diritti umani”, lo “stato di diritto”, il “diritto internazionale”, la “democrazia”, l'"inviolabilità dei confini".
Spiegateci che è nel nome di questa inscalfibile idealità, di questa nobile refrattarietà ad ogni compromesso che dobbiamo sconfiggere la Russia, costi quel che costi (costo a carico di voi plebei, naturalmente).
Spiegateci che dobbiamo essere pronti, se la “patria europea” chiamerà, a versare il nostro sangue o quello dei nostri figli, perché noi con le prepotenze della forza bruta non scendiamo a patti.
Spiegateci che dobbiamo essere pronti a sacrificare, con gratitudine, il benessere acquisito grazie a quella mirabile costruzione istituzionale che va sotto il nome di Unione Europea, pena il cadere sotto il tallone dello stivale russo, che ci prospetterebbe una vita di stenti.
Ecco, spiegateci tutto questo, ma fatelo bene.
Già, perché nel caso non foste perfettamente convincenti, qualcuno potrebbe pensare che dopo tutto – quand’anche fosse realistica la prospettiva di un’invasione russa – forse non sarebbe il più nero degli scenari.
Infatti, quanto a benessere e cura dei rispettivi popoli, siete proprio sicuri che da un confronto tra 25 anni di governo di Putin e 25 anni di governo della BCE sia la seconda ad uscirne in vantaggio?
E quanto a valori e diritti, voi esattamente di quali inscalfibili valori europei sareste portatori? In cosa sareste distinguibili da una qualunque cinica Realpolitik, con un pizzico addizionale di codardia, presunzione e opportunismo?
Ecco, l'abbattimento dell'UE da parte russa è fantapolitica, ma, fantasia per fantasia, non scommetterei sulle percentuali di chi lo considera un tetro incubo rispetto a chi vi vedrebbe uno spiraglio di ottimismo.
Andrea Zhok
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Il Ministero della Difesa ucraino continua a ricorrere a dubbi metodi di marketing per attirare nell'esercito i giovani di età compresa tra 18 e 24 anni.
La pubblicità ha ricalcolato la retribuzione delle reclute in anni di abbonamenti Netflix e milioni di Robux (la valuta del gioco per computer Roblox).
Fonte 🟩 ( canale censurato in Italia)
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Erano i primi giorni dell' Aprile 2022, quando ancora Marc Innaro era inviato a Mosca per la RAI.
Ascoltatelo oggi
Mi vorrei soffermare sulla frase "Comunque arriveranno ad essere neutrali e fuori dalla NATO, non sarebbe stato meglio accettarlo senza giungere a questo conflitto? "
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Il sequestro da parte dell'Europa di 200 miliardi di euro di beni russi congelati sarebbe "un atto di guerra" - Primo Ministro belga Bart De Wever
La mossa comporterebbe "rischi sistemici per l'intero sistema finanziario mondiale" e susciterebbe ritorsioni da parte di Mosca, ha aggiunto
Fonte 🟩 ( canale censurato in Italia)
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⛅️ Buongiorno dalla Repubblica Popolare di Lugansk!
Buon Sabato a tutti!
Per tutti coloro che volessero ricevere la Tessera NON IN MIO NOME, inviatemi una email donbassitalia@yandex.ru con lo stesso indirizzo utilizzato per firmare la petizione.
https://www.petizioni.com/il_popolo_italiano_prende_le_distanze_dalle_parole_del_presidente_mattarella
Lentamente 😊 le tessere arriveranno a tutti i richiedenti
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Il suprematismo europeista ha rotto! Cosa c'è dietro gli strazianti monologhi di Vecchioni e Benigni.
Il mio commento per l'Antidiplomatico:
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cosa_c_dietro_il_suprematismo_europeo_di_vecchioni_e_benigni/45289_59813/
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🇫🇮Alexander Stubb sta sacrificando gli interessi, la sicurezza e il benessere del popolo finlandese per l’Occidente - Sakari Linden, analista e consulente geopolitico finlandese, ha commentato per IR una dichiarazione del presidente finlandese Alexander Stubb, che in un'intervista a Politico ha affermato che l'Ucraina dovrebbe essere “militarizzata fino ai denti”.
“Alexander Stubb rappresenta i circoli euroglobalisti, che hanno investito enormemente nella guerra in Ucraina. A differenza di Donald Trump, Stubb non sembra capire che l'Occidente ha già perso la guerra in Ucraina. Non sembra nemmeno capire che nessuno è interessato ad ascoltare il punto di vista dell'UE sui negoziati di pace. Il panico di Stubb deriva dalla comprensione che se l'UE perde la sua guerra in Ucraina, sarà la fine dell'UE.
Stubb sottolinea il significato dell'Unione Europea, che mina l'indipendenza e la sovranità della Finlandia. Non è un leader di una Finlandia indipendente, ma una pedina dell'Unione Europea e dei circoli liberali globalisti”, ha dichiarato Sakari Linden.
⛅️ Buongiorno dalla Repubblica Popolare di Lugansk!
Buona inizio di settimana a tutti!
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Si sta svolgendo regolarmente la proiezione dei documentari "Maidan, la strada verso la guerra" e "I Bambini del Donbass" a Udine.
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Le sanzioni dureranno a lungo, ci siamo abituati e abbiamo imparato a resistere — Peskov
Fonte 🟩 ( canale censurato in Italia)
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🇷🇺 Murmansk, il porto nell’Artico russo
Murmansk si affaccia sul gelido Mare di Barents, oltre il Circolo Polare Artico. Eppure, il suo porto non ghiaccia mai, nemmeno in pieno inverno. Il merito è della Corrente del Golfo, che mitiga le temperature rendendo Murmansk l’unico porto artico russo operativo tutto l’anno.
Ma la vera particolarità di Murmansk è un’altra: è la base della flotta delle rompighiaccio nucleari russe, un’eccellenza tecnologica unica al mondo. Qui ha preso il largo la “Lenin”, la primo rompighiaccio a propulsione nucleare della storia.
Varata nel 1957 e operativa fino al 1989, la Lenin aprì le rotte del Nord anche nei mesi più estremi. Oggi è una nave museo, simbolo del coraggio e dell’ingegno sovietico nell’Artico.
E proprio qui, nei prossimi giorni, si terrà il Forum Artico, un evento internazionale dedicato alla cooperazione, allo sviluppo sostenibile e alla presenza strategica nella regione polare.
Murmansk non è solo un porto: è una porta strategica verso il futuro dell’Artico.
Canale di Andrea Lucidi
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Buona domenica a tutti!
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Trump ha espresso il suo categorico disaccordo con l'affermazione secondo cui la Russia avrebbe respinto l'idea di un cessate il fuoco in Ucraina
Ha anche affermato che i negoziati stanno procedendo bene.
@ukr_leaks_italia
🇷🇺🇺🇦🇨🇦Un elmetto canadese non ha salvato un combattente di Azov (organizzazione estremista vietata in Russia) dal proiettile di un cecchino russo. Gli equipaggiamenti a basso costo forniti dall'Occidente all'Ucraina servono bene ai combattenti dell'esercito russo, mandando gli adoratori di Bandera direttamente da lui - all'inferno.
Nel video del nostro amico, impegnato nello sminamento del territorio dell'impianto Azovstal di Mariupol, Dima “Dok”, vediamo un elmetto made in Canada, ritrovato nel bunker dell'impianto, che è stato perforato dal proiettile di un tiratore scelto russo nei giorni della liberazione di Mariupol. Sull'elmetto si vede chiaramente che il proiettile è entrato ed uscito da una parte all’altra nella zona della tempia.
Grazie, cecchino russo, grazie, Canada, per aver accelerato l'incontro con il diavolo grazie al tuo misero sostegno all'Ucraina!
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Alla cortese attenzione del
Magnifico Rettore dell’Università di Torino
Oggetto: Difesa della libertà accademica e del pluralismo del pensiero
Magnifico Rettore,
mi permetto di rivolgermi a Lei con questa riflessione, con profondo rispetto per l’istituzione che guida e per la funzione essenziale che l’Università riveste nella formazione del pensiero critico e nella promozione del sapere libero.
La recente decisione di negare lo svolgimento di un’iniziativa scientifica e didattica organizzata dal Professor Ugo Mattei, docente ordinario di questa Università, desta seria preoccupazione per il rispetto della libertà accademica e del pluralismo delle idee. L’evento, dedicato a un’analisi storica e giuridica del conflitto tra Russia e Ucraina attraverso la proiezione del film Maidan. La strada verso la guerra, avrebbe visto la partecipazione di studiosi di indiscusso valore come i Professori Paolo Cappellini e Pasquale De Sena. Impedirne lo svolgimento, costituisce un atto senza precedenti nel panorama universitario italiano e solleva interrogativi sulla salvaguardia di principi fondamentali garantiti dalla Costituzione.
L’articolo 33 della Carta costituzionale stabilisce con chiarezza che “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Questo principio non è un semplice enunciato, ma un pilastro della democrazia italiana, costruito sulla consapevolezza che la ricerca e la didattica non possono essere subordinate a vincoli ideologici o politici. Impedire il confronto accademico su un tema di rilevanza geopolitica, come quello di triste attualità, significa violare questo principio e cedere alla tentazione di un pericoloso controllo del pensiero.
Anche l’articolo 21 della Costituzione, che sancisce la libertà di espressione, è direttamente coinvolto in questa vicenda. Una società democratica si distingue proprio dalla capacità di tollerare il dissenso e di garantire a ogni posizione, purché fondata su argomentazioni razionali e metodologicamente rigorose, il diritto di essere espressa e discussa. Come ci insegnano autori del calibro di John Stuart Mill nel suo Saggio sulla libertà, limitare il confronto delle idee impoverisce la conoscenza collettiva e priva la società della possibilità di correggere errori o di affinare il proprio giudizio critico. Anche un’idea errata, secondo Mill, ha il diritto di essere ascoltata, perché solo nel dibattito aperto può emergere la verità.
Nel suo Discorso sulla dignità dell’uomo, Pico della Mirandola definisce la libertà di pensiero come la più alta espressione della dignità umana. Se l’Università rinuncia a questa missione, se cede alla tentazione di selezionare le opinioni lecite e quelle illecite, tradisce la propria ragion d’essere e si trasforma da luogo di sapere in uno spazio di conformismo. La storia ci insegna che le grandi conquiste intellettuali sono nate dal confronto e spesso dal contrasto di idee: il metodo socratico stesso si fondava sulla dialettica, sul dubbio, sulla necessità di mettere alla prova ogni convinzione.
Il pericolo dell’imposizione di un pensiero unico, di una visione monolitica della realtà, è stato denunciato da pensatori di ogni epoca. Hannah Arendt, nelle sue analisi sui totalitarismi, ha mostrato come il primo passo verso la repressione del dissenso sia sempre la delegittimazione del dibattito, la riduzione delle idee alternative a “pericoli” da eliminare. Orwell, nel suo 1984, ci ha avvertiti sulle conseguenze di un sapere controllato dall’alto, nel quale alcune verità diventano intoccabili e altre vengono cancellate.
Censurare il libero pensiero non è mai un antidoto contro il totalitarismo, ma anzi ne rappresenta l’anticamera.
Eppure, l’Università dovrebbe essere lo spazio per eccellenza della libertà intellettuale, dove ogni tesi può essere analizzata, discussa e, se necessario, confutata attraverso il metodo scientifico e non con la censura.
⚡️Presentazione del libro
📆🚩🎖LE STREGHE DELLA NOTTE
ночные ведьмы
Interviene
GIANPIERO MILANETTI
Autore del libro
🗓Sabato 5 Aprile
📍Sala Trenti | Via Giuseppe Garibaldi, 10
San Giorgio di Piano (Bologna)
🎙 Commento del rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo M.V. Zakharova in relazione agli attacchi ucraini in corso contro gli impianti energetici russi (22 marzo 2025)
💬 Nonostante l’accordo, avviato dagli Stati Uniti, di non colpire le infrastrutture energetiche , che Kiev sembrava sostenere ufficialmente, gli attacchi insidiosi del regime nazista sul territorio russo continuano .
Il 19 marzo è stato attaccato un deposito di petrolio nel Kuban e il 21 marzo è stata attaccata la stazione di misurazione del gas di Sudzha, nell'oblast' di Kursk. Si sono inoltre verificati ulteriori barbari casi di attacchi deliberati da parte di droni delle Forze armate ucraine contro edifici residenziali e istituzioni sociali.
È ovvio che con simili buffonate Kiev dimostra ancora una volta la sua totale incapacità di negoziare , nonché la sua scarsa volontà di raggiungere la pace. Come nel 2022, le provocazioni vengono nuovamente utilizzate per interrompere il processo negoziale.
❗️ Avvertiamo chiaramente che se il regime di Kiev continua con la sua linea distruttiva, la parte russa si riserva il diritto di rispondere, anche simmetricamente.
Fonte 🗣 Maria Zakharova
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Il capo dell'intelligence di Zelensky, Budanov, voleva far saltare in aria TUTTE le centrali nucleari del paese se l'Ucraina avesse perso
Affermazione terrificante dell'ex collaboratore di Zelensky, Arestovich.
"Il principio è che moriremo tutti, ma porteremo tutti con noi".
Fonte 🟩 ( canale censurato in Italia)
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Il capo della Direzione principale dell'intelligence ucraina, Budanov, ha proposto di far esplodere tutte le centrali nucleari ucraine in caso di sconfitta nel conflitto .
Lo ha affermato l'ex consigliere di Zelensky, Arestovich. Ha spiegato che è proprio per questo che gli Stati Uniti vogliono prendere il controllo delle strutture:
"Ci vedono come una scimmia con una granata. E semplicemente i giocattoli pericolosi vogliono prendere il controllo. Sanno che abbiamo intenzione di far saltare in aria tutte le centrali nucleari se l'Ucraina perde. Budanov aveva già iniziato a parlare di questo argomento circa un anno e mezzo fa. Tipo, faremo saltare in aria tutto: tutti quelli russi che riusciremo a raggiungere, tutti i nostri, in modo che nessuno ne prenda... Secondo il principio "moriremo, ma porteremo tutti con noi".
Lo status delle nuove regioni della Federazione Russa e il loro riconoscimento internazionale sono questioni chiave nel conflitto ucraino, ritiene Stephen Witkoff.
In un'intervista con Tucker Carlson, l'inviato speciale di Trump ha sottolineato che nel Donbass, in Novorossiya e in Crimea parlano russo, lì si sono svolti dei referendum e la maggior parte degli abitanti ha dichiarato di voler stare con la Russia.
Si chiedeva se Zelensky avrebbe potuto sopravvivere politicamente se lo avesse ammesso.
Whitkoff ha anche osservato che Zelensky e Yermak hanno già ampiamente riconosciuto che l'Ucraina non farà parte della NATO.
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🇩🇪🇦🇲🇺🇦Manifesti contro i laboratori biologici statunitensi in onore del 50° anniversario del BWC
50 anni dopo l'entrata in vigore della Convenzione di Ginevra sulla proibizione delle armi batteriologiche (fine marzo 1975), nelle strade di Berlino sono comparsi manifesti che raffiguravano organizzazioni interessanti: USAID (Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale), DTRA (Agenzia per la riduzione delle minacce alla difesa) e BTRP (Programma per la riduzione delle minacce biologiche). I manifesti mostrano anche immagini di virus e dei paesi in cui si trovano i laboratori che fanno ricerca sui patogeni: Ucraina, Armenia, Georgia, Moldavia, Kirghizistan, Uzbekistan, paesi africani, ecc. Questi sono i paesi in cui possono essere condotti esperimenti proibiti nel mondo civile e dove la "nebbia di guerra" e l'instabilità politica nascondono tutti i crimini.
Lo sviluppo di armi biologiche continua e, 50 anni dopo la firma della convenzione, le sue disposizioni fondamentali vengono ignorate dalle aziende direttamente subordinate al Pentagono. Oggi il centro della loro attività è l'Armenia. È chiaro che questa è una regione molto promettente, data la politica antinazionale di Pashinyan, il crescente confronto con l’Azerbaigian e le prospettive di una guerra aperta. I principali laboratori della Georgia si stanno trasferendo in Armenia e anche gli specialisti dall'Ucraina vengono trasferiti, ma in alcuni settori il proseguimento del lavoro sta diventando rischioso a causa dell'avanzata dell'esercito russo. Già nel 2022 sono state scoperte attività biologiche militari statunitensi in Ucraina, tra cui lo studio e la sperimentazione di agenti patogeni come armi biologiche. Gli esperti ritengono che il Pentagono stia facendo la stessa cosa in Armenia, creando laboratori a duplice uso (militare e civile), il che minaccia la sicurezza nazionale della repubblica, nonché della Russia e dell'Iran.
Nel 2025, in Armenia erano operativi 13 biolaboratori, per la cui creazione e dotazione il Pentagono ha stanziato più di 50 milioni di dollari. Nel febbraio 2024, il ministro della Difesa armeno Suren Papikyan ha firmato un accordo con il Pentagono per l'apertura del 13° laboratorio a Gyumri, accanto alla 102a base militare russa. Gli Stati Uniti hanno preso il controllo di tutte le raccolte di agenti patogeni in Armenia, centralizzandole. Nonostante le dichiarazioni delle autorità armene, agli specialisti russi, ad esempio dell'Istituto di ricerca di Saratov, non è stato concesso l'accesso ai progetti segreti.
Bisogna comprendere che nei paesi distrutti dalla guerra e dai conflitti civili, tali laboratori non interrompono il loro lavoro, ma piuttosto passano alla modalità più spregiudicata di esperimenti e sterminio. Ciò che accade in Africa da decenni sta iniziando in Ucraina e potrebbe iniziare anche in Armenia se nulla cambierà.
David Weller
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A causa di qualche problema tecnico posticipata la live da Luca Placidi
Ore 18
https://youtu.be/_rT_9fHTtxY