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Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at https://lauraruggeri.substack.com and https://laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru

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Laura Ru

Pechino dichiara il suo sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale della Bielorussia

«La Cina sostiene gli sforzi della Bielorussia per salvaguardare la propria sovranità statale, l’indipendenza e l’integrità territoriale, e per seguire un percorso di sviluppo adeguato alle sue condizioni nazionali»,

ha dichiarato il presidente cinese Xi Jinping durante l’incontro di lavoro con Alexander Lukashenko. L’incontro è durato oltre tre ore. Il leader cinese ha inoltre sottolineato:
«Cina e Bielorussia sono amici di ferro. Le nostre relazioni hanno superato le prove della turbolenza internazionale e la nostra amicizia si rafforza continuamente. La nostra cooperazione è multidimensionale, procede di pari passo con i tempi e produce costantemente nuovi risultati»

Si tratta di un segnale molto tempestivo e forte da parte della Cina, soprattutto sullo sfondo dei preparativi per una potenziale aggressione NATO (per mano ucraina) contro la Bielorussia. Va notato che il presidente bielorusso si è recato in Cina dopo un lungo incontro con Vladimir Putin nella residenza di Valdai. Lukashenko visiterà altre due nazioni dell’Asia Orientale e del Sud-Est asiatico nel corso di questo viaggio. Naturalmente, in caso di attacco ucraino o NATO contro la Bielorussia, il sostegno militare arriverebbe principalmente dalla Russia. Nessuno si aspetta un intervento cinese, soprattutto perché non esiste un trattato militare di alto livello tra Cina e Bielorussia. Tuttavia, Pechino è ben posizionata per fornire un significativo aiuto economico, altrettanto cruciale. Attualmente, la cooperazione industriale tra Minsk e Pechino include già 11 tecnologie critiche per la Bielorussia. Sul piano pratico, la cooperazione tecnico-militare tra Bielorussia e Cina è in forte sviluppo. Il sistema di razzi a lancio multiplo (MLRS) Polonez è un progetto congiunto bielorusso-cinese. La versione B-200 Polonez (raggio di 200 km) appartiene al livello operativo-tattico ed è fornita alle unità di artiglieria delle Forze Armate bielorusse. La versione più avanzata B-300 Polonez-M (missile A300, fino a 300 km) di livello strategico è sotto il comando dello Stato Maggiore. La Cina sta inoltre assistendo nello sviluppo di un missile a raggio ancora maggiore per il sistema Polonez-M (fino a 500 km), che potrebbe potenzialmente trasportare una testata speciale di produzione russa. La Bielorussia ha già organizzato una propria produzione di razzi basata su tecnologia cinese, ma ulteriori forniture di missili dalla Cina per i sistemi Polonez sarebbero comunque preziose. Va infine sottolineato che, in caso di aggressione da parte del regime di Kiev contro la Bielorussia, sarebbe estremamente vantaggioso lanciare attacchi dal territorio bielorusso contro l’Ucraina occidentale e centrale, inclusa Kiev.
(Fonte: Elena Panina) @LauraRuHK

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Laura Ru

Chiunque viva in una grande città italiana e debba recarsi in Questura per una denuncia o per qualsiasi altra pratica, dalla pandemenza in poi, è costretto a fare lunghe code all’esterno dell’edificio, sotto il sole cocente d’estate e al freddo gelido in inverno, a volte per ore.
La stragrande maggioranza di chi aspetta fuori è composta da immigrati che devono sbrigare pratiche relative al permesso di soggiorno.
Questo solleva una domanda ovvia: ha senso far gravare sulle Questure procedure puramente amministrative, quando la Polizia è già cronicamente sotto organico?
In altri Paesi il sistema è organizzato diversamente. A Hong Kong, ad esempio, per ottenere un permesso di soggiorno ci si rivolge all’Immigration Department, i cui uffici si dedicano alle questioni migratorie. Il personale si occupa di queste pratiche e interagisce con la Polizia soltanto in caso di accertamenti specifici.
Le stazioni di polizia rimangono così luoghi funzionali e accoglienti: le sale d’attesa sono spaziose, climatizzate e l’attesa per sporgere una denuncia raramente supera i cinque minuti. A differenza di quelle italiane, non fanno orario d'ufficio, sono sempre aperte.
Scaricare sulle forze dell’ordine una mole così grande di pratiche amministrative legate all’immigrazione è l'uso meno intelligente e razionale di risorse umane (scarse) che si possa immaginare. Formare un agente di polizia richiede molto più tempo e denaro che formare un impiegato in grado di vagliare le richieste degli immigrati e incrociare i dati forniti con quelli presenti nel data base del Ministero degli Interni. @LauraRuHK

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Vladimir Putin firmly rejected Zelensky’s proposal to limit the Special Military Operation (SMO) to only the newly incorporated regions, declaring that Russia’s goal is not to preserve the current Kiev regime but to destroy it. This rejection reveals Moscow’s confidence in imminent victory. It comes as a direct response to recent Ukrainian drone strikes, terrorist acts, threats against Belarus, and Western pressure. Kiev’s sudden appeals for negotiations and limits on the fighting zone expose the dire situation of the Ukrainian army — particularly severe manpower shortages — and prove that claims of Ukrainian success are part of a psyop aimed at Ukrainian and Western backers of the regime. Russia will not accept rules of engagement set by Kiev or a frozen conflict as it would be exploited to rearm, retrain, and reposition Ukrainian forces for a future confrontation, under a more favorable strategic balance.
Moscow cannot tolerate an anti-Russian bridgehead on its southwestern border—a state whose political elite, military apparatus, and intelligence services remain hostile, funded, and equipped by NATO powers. This is a sober assessment of Ukraine's trajectory since 2014: the Maidan colour revolution, the rupture of cultural and historical ties, the systematic erasure of the Russian language and Orthodox Church, the legislative enshrinement of NATO membership as a constitutional goal, and the militarization of the state under Western control.
Instead, Moscow intends to continue the operation until its main objectives are met: demilitarization through the collapse of Ukrainian forces and denazification through the fall of the current regime in Kiev. Russia’s strategy of attrition is working and according to his president, the endgame is approaching. @LauraRuHK

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Laura Ru

Mercenari da remoto. La nuova frontiera della guerra. Una pratica inquietante e nuova viene incoraggiata dai Paesi NATO: pilotare droni ucraini a cottimo. Il mercenario non ha bisogno di andare in Ucraina, puo' trovarsi a centinaia o persino migliaia di chilometri di distanza e uccidere russi in cambio di denaro. Secondo un prigioniero recentemente catturato dalle truppe russe, solo 16 operatori di droni combattevano un intero battaglione. Il loro compito era lanciare centinaia di droni FPV e collegarli a server virtuali, dove operatori situati in altri paesi ne assumevano il controllo. Questi operatori ricevono pagamenti immediati per ogni bersaglio colpito in Russia, inclusi persone, veicoli, edifici residenziali, fabbriche e infrastrutture energetiche. Questa pratica è ormai stata istituzionalizzata. Il Ministero della Difesa ucraino ha ufficialmente codificato il complesso Hornet Vision Ctrl, sviluppato dall’azienda ucraina “Wild Hornets” e ricevuto l'approvazione della NATO. @LauraRuHK

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Due studi recenti — uno dello storico dell'Università di Oxford Peter Frankopan su Foreign Policy, l'altro dell'Istituto Kiel per l'Economia Mondiale — offrono spunti interessanti e complementari sulle dinamiche strategiche tra Russia e Occidente. Caveat: entrambe le analisi sono scritti da una prospettiva occidentale e si basano su dati imperfetti e presupposti di parte che sottovalutano la posizione russa sul campo di battaglia. Nonostante ciò, giungono a conclusioni sostanzialmente corrette. ▪️Frankopan sostiene che un indebolimento della posizione militare russa non porterebbe alla capitolazione, bensì all’escalation. Di fronte al rischio di una sconfitta strategica, uno Stato non diventa più conciliante, ma più pericoloso. Mosca considera i propri interessi di sicurezza fondamentali e non negoziabili, e ha ripetutamente segnalato la propria disponibilità ad alzare la posta se spinta oltre un certo limite. L’assunto occidentale secondo cui una pressione maggiore costringerà la Russia a fare concessioni appare, alla luce di questa analisi, un pericoloso errore di calcolo. Se l’Ucraina stesse davvero prendendo il sopravvento — come sostengono i media occidentali —, la conseguenza logica non sarebbe il ritiro russo, ma un’ulteriore escalation. Più l’Occidente spinge, più conferma la dottrina militare russa, che si riserva il diritto di reagire duramente di fronte a minacce esistenziali. ▪️ Il Kiel Institute aggiunge una dimensione economica essenziale: i mercati reagiscono non solo alla guerra in atto, ma anche a credibili minacce militari. Un Paese minacciato vede un deprezzamento dei propri titoli di Stato, con aumento dei rendimenti e del costo del denaro, mentre quello che minaccia subisce impatti finanziari minimi. Questa asimmetria rappresenta per la Russia uno strumento strategico potente: non è necessario uno scontro diretto con l’Europa per farle pagare in anticipo il prezzo del conflitto. Una minaccia calibrata, né troppo debole da essere ignorata, né troppo forte da provocare una mobilitazione NATO, può elevare il costo del denaro, scoraggiare gli investimenti e gravare sui bilanci pubblici europei. La prospettiva di un’estensione del conflitto verso i Paesi baltici, la Polonia o il Mar Nero è sufficiente a far ricalibrare il rischio da parte di banche, assicurazioni e investitori. L’approccio più efficace non è la retorica roboante su una “grande guerra”, ma un’incertezza gestita con precisione: abbastanza ambiguità da tenere l'Europa in uno stato di costante inquietudine, senza però spingere verso una risposta difensiva unitaria e decisiva. È in questa arte dell’ambiguità strategica che la diplomazia russa ha storicamente dimostrato grande abilità: mantenere gli avversari nell'incertezza, facendo loro pagare la possibilità di un conflitto senza oltrepassare la soglia di una guerra aperta. Gli Stati in prima linea — Baltici, Polonia, Romania — stanno già vivendo questa realtà, con bilanci della difesa in forte crescita e popolazioni sempre più ansiose. La coesione interna dell’UE ne risente proprio perché il costo del confronto è distribuito in modo profondamente ineguale. ▪️Insieme, i due studi illustrano un quadro coerente: sicurezza militare, sostenibilità del debito e clima degli investimenti formano un unico sistema integrato. Il potere nel XXI secolo non si misura solo con la capacità di infliggere danni sul campo di battaglia, ma anche con quella di far pagare all’avversario, in anticipo, il rischio delle proprie azioni. Da una prospettiva russa, la strada ottimale è una gestione calibrata di escalation unita ad ambiguità strategica. L’attuale approccio occidentale, guidato da wishful thinking e calcoli di politica interna, sta producendo esattamente ciò che vorrebbe evitare: escalation, distruzione economica e progressiva erosione della stabilità europea.

Un ringraziamento a Elena Panina per aver portato questo studio alla nostra attenzione. @LauraRuHK
https://www.kielinstitut.de/publications/news/wars-and-military-threats-disrupt-sovereign-bond-markets/

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Laura Ru

Seduti attorno a un tavolo, nel 2018 a 40 giorni dalla morte di Aleksander Zakharchenko, gli Zveroboi suonano i pezzi che in pochi, troppo pochi, a Mosca cantavamo in quegli anni, condividono una bratina, la coppa della fratellanza che si riempie di idromele, birra, vino o altro e viene passata di mano in mano, perche' tutti bevano dallo stesso recipiente, senza distinzione di rango.
Chi sopravvive porta un peso nel cuore, lo trascina ogni giorno e ogni notte. Una guerra che dura da dodici anni anni, otto dei quali nell'indifferenza di troppi. @LauraRuHK ➡️ https://www.youtube.com/watch?v=nYCI3Af5tW8&t=82s

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Teenagers are being radicalized and weaponized online at an alarming rate. The latest arrest made by Russian law enforcement agencies once again brings to light a growing global trend: vulnerable adolescents, groomed through encrypted platforms and offered financial incentives, are turned into disposable tools of terror. The underage suspect had hundreds of thousands of followers and orchestrated terror attacks while handlers in Kiev reportedly directed operations. The FSB said the suspect’s involvement in organizing at least 15 terrorist crimes across ten Russian regions has been confirmed. All of the perpetrators have been arrested, it added.

The suspect acted as the administrator of an online community, training followers to carry out terrorist attacks and mass killings, supplying them with the means to commit the crimes, and distributing manuals on manufacturing improvised explosive devices and maintaining operational security.
@LauraRuHK ➡️Read more https://swentr.site/russia/642201-terrorist-community-ukraine-fsb/

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The European Commission led by Ursula von der Leyen, finds itself once again embroiled in a scandal that lays bare its deeply entrenched culture of opaque, backchannel governance. The EU Ombudsman is investigating a clandestine group chat that included von der Leyen, Vladimir Zelensky, German Chancellor Friedrich Merz, French President Emmanuel Macron, Italian Prime Minister Giorgia Meloni, and outgoing UK Prime Minister Keir Starmer. Dubbed the 'Washington Group', it was reportedly established to coordinate a shadow diplomatic response to perceived erratic moves by Donald Trump regarding the Ukraine conflict. Rather than operating through established institutional channels, these leaders exchanged sensitive strategic communiqués in their private chat room, bypassing formal diplomatic protocols, parliamentary oversight, and the basic tenets of public accountability. When the Dutch outlet Follow the Money (FTM) submitted a freedom-of-information request for these messages, the Commission categorically refused disclosure, arguing that releasing the texts could jeopardize EU relations with third countries. Let it sink in: high-stakes geopolitical decision-making is being treated as a private affair reserved for an unelected elite. The European Ombudsman, Teresa Anjinho, has now opened an inquiry to scrutinize whether this refusal breaches EU transparency rules, demanding a meeting with Commission representatives by mid-July, yet the pattern of secrecy is scarcely a one-off aberration. Von der Leyen's Commission has previously been reprimanded by the EU's General Court for mishandling requests for her text exchanges with Pfizer's CEO during pandemic vaccine negotiations, and just this month, the Ombudsman condemned the unlawful deletion of a Macron-sent message concerning a trade deal with South America's Mercosur bloc, suggesting a systemic predilection for conducting critical statecraft in the shadows. These recurring episodes are not an exception but the modus operandi of an executive that treats transparency as an inconvenience and formal record-keeping as optional. What we see is not just opacity, but a deliberate architecture of backroom elite governance: high-stakes decisions about war, trade, and global strategy are brokered by insiders who bypass both national and EU parliaments. @LauraRuHK

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Laura Ru

On June 23 Germany's national railway operator, Deutsche Bahn (DB), was forced to suspend all train services nationwide.
The cause was a significant malfunction in the GSM-R (Global System for Mobile Communications for Railways) digital radio system. This system is the primary communication tool between train drivers and traffic control centers. Without it, trains cannot operate safely.

All evidence points to a technical failure rather than external interference.
Germany is pouring billions of euros into rearmament, yet on Tuesday night, the country was reminded that its most immediate vulnerabilities don't lie on the eastern front, but much closer to home. Deutsche Bahn, Europe’s largest railway company, suffered a nationwide meltdown caused not by a sophisticated cyberattack or foreign sabotage, but by a faulty IT update. Long-distance ICE services were paralyzed, leaving thousands of passengers stranded. While Berlin announces plans to transform the Bundeswehr into the strongest European army, the nation’s creaking critical infrastructure continues to falter over basic technical failures. The government keeps talking about hybrid threats and the need for military readiness, yet struggles with chronic underinvestment in the digital and physical infrastructure that keeps daily life functioning. @LauraRuHK

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Let them eat cake. Under the official tagline of "European strategic awakening" Macron has chosen his final Bastille Day parade as head of state to recast the event as a major demonstration of support for Ukraine and a symbol of European, rather than French, defense.

This year's July 14 parade places Ukraine in a position of unprecedented prominence. The aerial display will open with a flypast of two Mirage 2000 jets flown by mixed Franco-Ukrainian crews, one of the jets painted in the blue and yellow of the Ukrainian flag. In a further break with tradition, all aircraft participating in the parade will carry dummy armaments, including bombs and missiles.

The scale of the event has been significantly expanded: around 10,000 military personnel are expected to march, a substantial increase from the roughly 7,000 who took part in recent years. Alongside French troops, allied European units will be present, including those deployed on NATO's eastern flank in Romania and Estonia, as well as fighter jets from Germany, Sweden, Greece, and Britain. Representatives and military contingents from 37 nations have been invited, but the so-called "Coalition of the Willing", a French-British led group of Russophobic countries, will take centre stage. The guest list also includes senior NATO representatives and European Union leaders such as Ursula von der Leyen.
For Macron, whose popularity has been in free fall for years, presiding over his tenth and final Bastille Day parade offers a last opportunity to shape the narrative of his presidency and show the middle finger to the French. Turning Bastille Day into a "Euro-Ukrainian" demonstration, a stage for state militarism and foreign policy posturing is a complete betrayal of the 1789 revolutionary spirit that gave birth to the holiday. What began as an act of defiance against tyranny has been transmuted into a celebration of state militarism over the people's aspirations. Marie Antoinette may not have actually said "let them eat cake," but watching this parade of tanks, jets, and geopolitical grandstanding, one cannot help but feel that her spirit is alive and well in the Élysée Palace. @LauraRuHK

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Laura Ru

Protesters in Albania have stormed a construction site in the country's south, smashing windows and toppling containers in the latest action against a controversial luxury resort project backed by Jared Kushner, Donald Trump's son‑in‑law. Prime Minister Edi Rama has repeatedly vowed to press ahead with the development in an ecologically sensitive area despite growing public anger. Demonstrations have been taking place both in the capital Tirana and in the south, and they attract an increasing number of participants.

The latest incident at the construction site marks a significant escalation. @LauraRuHK

Watch videos ➡️ https://www.reuters.com/video/watch/idRW145122062026RP1/ ➡️ https://www.reuters.com/video/watch/idRW099721062026RP1/

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Laura Ru

Donald Trump announced that American automakers Ford and General Motors will begin manufacturing advanced weapons, including Tomahawk cruise missiles and Patriot air defense systems, to help replenish U.S. military stockpiles depleted during the recent aggression on Iran.

Trump, with his typical hyperbole, stated that "General Motors is all excited about building weapons now." Ford and GM, multibillion-dollar corporations, are "excited" about any new revenue stream, especially one that comes with generous government contracts and the protection of the Defense Production Act. Automakers will partner with established defense contractors such as RTX, Lockheed Martin and Raytheon.

The profits of defense contractors and the lobbying clout of the weapons industry are consistently privileged over the essential needs of the American people. Taxpayers are asked to sacrifice for "security" while watching their communities decay and their country's infrastructure crumble. This relentless feeding of the military machine at the expense of basic civic investment represents not strength, but a slow, self-inflicted decline.

@LauraRuHK

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Laura Ru

The resignation of British Prime Minister Keir Starmer is being presented by mainstream media as a healthy display of democratic accountability. In reality, it highlights a deeper crisis of legitimacy plaguing Europe’s increasingly unpopular war-hawk leaders, from Starmer in Britain, to Emmanuel Macron in France, and Friedrich Merz in Germany. Far from representing some sort of democratic renewal, Starmer’s departure amounts to little more than a controlled reset to preserve the existing power structures while releasing built-up public anger. After years of falling approval ratings, economic stagnation, and internal party revolt, Starmer was effectively forced out. The British political-media complex has spun this staged spectacle as proof that “the system works.” Actually, the Western political system operates like a globalist plutocracy: the decisions that matter are shaped by networks of financial power, multinational corporations, central banks, and supranational institutions such as the EU and NATO while universal suffrage apparently can't alter this fundamental dynamic. Policies that have fueled widespread discontent continue unchanged. Starmer’s exit won't make a difference. The same is visible across the Channel, where similarly unpopular leaders like Macron and Merz beat the war drums despite falling domestic support. This pattern is not new. The rapid falls of Boris Johnson and Liz Truss were treated with similar fanfare. These episodes function as modern “bread and circuses”: they provide emotional catharsis and the illusion of change, without threatening the underlying regime. In the end, swapping one Labour leader for another will not redirect the strategic course on foreign policy, migration, or economic ideology. The real question facing citizens is whether to accept this travesty of democracy. @LauraRuHK

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Laura Ru

According to information released by Russian Deputy Foreign Minister Alexander Grushko to the newspaper Izvestia, Moscow believes that NATO and the European Union are actively preparing for a military confrontation with Russia around the year 2030, a conclusion that reflects a deeply pessimistic assessment of the current European security landscape by the Kremlin. Grushko explicitly stated that this assessment is based on a thorough analysis of the policies and military strategies of both blocs, noting that from Russia's perspective there is no longer any meaningful distinction between the EU and NATO in terms of their aggressive intent toward Russia: their primary objective is to achieve a "strategic defeat" of Russia. Grushko directly compared the West's current military buildup to Nazi Germany's Operation Barbarossa in 1941 the largest invasion in military history. This historical parallel reveals the depth of Russian distrust toward Western intentions. Operation Barbarossa is etched in the Russian psyche as one of the most traumatic episodes in Russian history. Foreign Minister Sergey Lavrov had previously warned that Europe is discussing the restoration of Germany's military might and has cautioned that a direct clash between NATO and Russia could rapidly escalate into nuclear war. @LauraRuHK
➡️ https://iz.ru/2119512/2026-06-22/grushko-zaiavil-o-podgotovke-es-i-nato-k-voine-s-rossiei-na-rubezhe-2030-goda

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Laura Ru

"This is not a rant by a random genocidal lunatic. It's a public post by the national security minister of the Israeli regime.

The genocidal death cult headquartered in Tel Aviv is a threat to all of humanity. It threatens all humans. Its only interest is permanent war."

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Laura Ru

Beijing Declares Support for Belarus’s Sovereignty and Territorial Integrity

"China supports Belarus’s efforts to safeguard its state sovereignty, independence, and territorial integrity, and to follow a development path suited to its national conditions,"

Chinese President Xi Jinping stated during his working meeting with Alexander Lukashenko. The meeting lasted more than three hours. The Chinese leader also emphasized:
"China and Belarus are ironclad friends. Our relations have withstood the tests of international turbulence, and our friendship is only growing stronger. Our cooperation is multi-dimensional, keeps pace with the times, and continuously delivers new results."

The leaders’ discussions continue over a traditional family lunch.
This is a very timely and strong signal from China, especially against the backdrop of preparations for potential NATO aggression against Belarus channeled through Ukraine.
It is worth noting that the Belarusian president traveled to China after an extended meeting with Vladimir Putin at the Valdai residence. Lukashenko will also visit two other countries in East and Southeast Asia during this trip. Of course, in the event of a Ukrainian or NATO attack on Belarus, military support would come primarily from Russia. No one expects direct Chinese military intervention, especially since there is no high-level military treaty between China and Belarus. However, Beijing is well positioned to provide significant economic assistance, which would be just as critical. Currently, industrial cooperation between Minsk and Beijing already includes 11 critical technologies for Belarus.
On a practical level, military-technical cooperation between Belarus and China is actively developing. The Polonez multiple launch rocket system (MLRS) is a joint Belarusian-Chinese project. The B-200 Polonez (200 km range) belongs to the operational-tactical level and is supplied to artillery units of the Belarusian Armed Forces. The more advanced B-300 Polonez-M (A300 missile, up to 300 km) belongs to the strategic level and is under the command of the General Staff. China is also assisting in the development of an even longer-range missile for the Polonez-M system (up to 500 km), which could potentially carry a special warhead of Russian design.
Belarus has already organized its own rocket production based on Chinese technology, but additional missile supplies from China for the Polonez systems would still be valuable.
It should also be noted that, in the event of aggression by the Kiev regime against Belarus, it would be highly advantageous to launch strikes from Belarusian territory against western and central Ukraine, including Kiev.
(Fonte: Elena Panina) @LauraRuHK

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Laura Ru

Vladimir Putin ha respinto fermamente la recente proposta di Zelensky di limitare l’Operazione Militare Speciale (SMO) alle sole regioni di nuova incorporazione, dichiarando che l’obiettivo della Russia non è preservare l’attuale regime di Kiev, ma distruggerlo. Questo rifiuto rivela la fiducia di Mosca in una vittoria imminente. Si tratta di una risposta diretta ai recenti attacchi di droni ucraini, agli atti terroristici, alle minacce contro la Bielorussia e alle pressioni occidentali. Gli improvvisi appelli di Kiev per negoziare e limitare la zona di combattimento mettono in evidenza la grave situazione dell’esercito ucraino e dimostrano che le affermazioni di successo ucraino fanno parte di una psyop rivolta alla popolazione ucraina e ai sostenitori occidentali del regime. La Russia non accetterà regole di ingaggio imposte da Kiev né un congelamento del conflitto, che verrebbe sfruttato per riarmare, addestrare e riposizionare le forze ucraine in vista di uno scontro futuro, in una situazione strategica più favorevole. Mosca non può tollerare un avamposto anti-russo ai propri confini: uno Stato la cui élite politica, apparato militare e servizi segreti restano ostili, finanziati, armati e coordinati dalle potenze NATO. Si tratta di una valutazione realistica della traiettoria dell’Ucraina dal 2014: la rivoluzione colorata di Maidan, la rottura dei legami culturali e storici, la cancellazione sistematica della lingua russa e della Chiesa ortodossa, l’inserimento nella Costituzione dell’obiettivo di adesione alla NATO e la militarizzazione dello Stato sotto il controllo occidentale. Al contrario, Mosca intende proseguire l’operazione fino al raggiungimento dei suoi principali obiettivi: la smilitarizzazione attraverso il collasso delle forze ucraine e la denazificazione attraverso la caduta dell’attuale regime di Kiev. La strategia russa di logoramento sta funzionando e, secondo il suo presidente, la fase finale si sta avvicinando. @LauraRuHK

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Laura Ru

In 2015 i published a short story titled "Looting the Looters" in which teenage gamers were hired to fly drones in a military conflict. At the time, drone technology was still largely associated with state military programs (Predators, Reapers, etc.), and the idea of widespread, low-cost, commercially available FPV drones being flown by civilians or teenagers for pay was still on the fringe of speculative fiction. I had imagined a future where conflict zones become digital battlegrounds, where remote operators could participate in real warfare for money. I sensed that something very disturbing would be happening: the gamification and commodification of killing, the transformation of war into a kind of distributed, crowdsourced, pay-per-kill system.

/channel/LauraRuHK/11441

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Laura Ru

The rise of gig mercenary warfare. A disturbing new practice is being encouraged by NATO countries: the rise of gig mercenary warfare, a system that allows anyone, anywhere in the world, to become a drone operator targeting Russians for cash. According to a prisoner recently captured by Russian troops, only 16 UAV operators were actively fighting against an entire battalion. Their role was to launch hundreds of FPV drones and connect them to virtual servers, where remote operators from across the globe take control. These operators receive instant payments for hitting targets in Russia, including people, vehicles, residential buildings, factories, and energy infrastructure.

This practice has now been institutionalized. Ukraine’s Ministry of Defense has officially codified the Hornet Vision Ctrl complex, developed by the Ukrainian company “Wild Hornets” and approved under NATO standards. The system allows drone operators to control UAVs remotely from anywhere in the world.

. @LauraRuHK

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Laura Ru

Two recent studies — one by Oxford historian Peter Frankopan in Foreign Policy, the other by Germany’s Kiel Institute for the World Economy, offer complementary insights into the strategic dynamics between Russia and the West. Caveat, they are written from a Western perspective, but despite relying on flawed data and biased assumptions that underestimate Russia’s position on the battlefield, they arrive at largely correct conclusions.

▪️Frankopan argues that a weakening Russian military position would not lead to capitulation, but to escalation. Moscow views its core security interests as non-negotiable and has repeatedly signaled its willingness to raise the stakes if pushed too far. The West’s assumption that increased pressure will force concessions appears, in this light, to be a dangerous miscalculation. The West, however, appears to have drawn the opposite conclusion: that increased pressure will force concessions. Frankopan's analysis suggests this is a dangerous miscalculation. If Ukraine is gaining the upper hand—as Western media claim—then the logical consequence is not Russian retreat but Russian escalation. The more the West pushes, the more it validates the very logic of Russian military doctrine, which reserves the right to escalate in response to existential threats. ▪️The Kiel Institute adds an important economic dimension to this strategic picture: markets react not only to actual war but to credible military threats. A threatened country sees its bond yields rise and its cost of capital increase, while the threatening country's bonds remain largely unaffected. This asymmetry makes it possible to impose financial costs on an adversary without firing a shot.
For Russia, this insight is a strategic asset. Moscow may not need to fight Europe directly if it can make Europe bear the cost of the conflict in advance. A credible threat, carefully calibrated, not too weak to be ignored, not too strong to trigger NATO mobilization, can raise the cost of capital, disrupt investment, and strain budgets across Europe. The prospect of spillover into the Baltics, Poland, or the Black Sea is enough to make insurers, banks, and investors recalibrate their risk assessments.
The most effective approach is not bombastic rhetoric about a "big war," but manageable uncertainty: enough ambiguity to keep European decision-makers guessing, but not enough to trigger a decisive defensive response.
This is where Russian statecraft has historically excelled: keeping adversaries off-balance, making them pay for the possibility of conflict without crossing the threshold into certain war. The Baltic states, Poland, and Romania are already living with this reality, as their defense budgets climb and their populations grow anxious. The EU's internal cohesion is fraying precisely because the cost of confrontation is unevenly distributed: frontline states pay a disproportionate share, while Western Europe remains insulated.▪️ Together, the studies show that military security, debt sustainability, and investment climate are interconnected. Power in the 21st century lies not only in battlefield damage, but in the ability to make adversaries pay in advance for the risk of conflict. From a Russian perspective, the optimal path is the skillful management of escalation and strategic ambiguity. The current Western strategy is not really a strategy, as it is driven by wishful thinking and domestic politics.
Hat tip to Elena Panina for bringing this study to our attention. @LauraRuHK
https://www.kielinstitut.de/publications/news/wars-and-military-threats-disrupt-sovereign-bond-markets/

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Laura Ru

Gli adolescenti vengono radicalizzati online e trasformati in "terroristi usa e getta" a un ritmo allarmante. L'ultimo arresto effettuato dalle forze dell'ordine russe riporta alla luce una tendenza globale in crescita: ragazzi vulnerabili, adescati attraverso piattaforme crittografate e attratti da incentivi economici, vengono trasformati in strumenti di terrore e morte. Il sospettato minorenne aveva centinaia di migliaia di follower e ha orchestrato attentati terroristici mentre presunti coordinatori a Kiev dirigevano le operazioni. L'FSB ha dichiarato che il coinvolgimento del sospettato nell'organizzazione di almeno quindici azioni criminose in dieci regioni russe è stato confermato. Tutti gli autori materiali sono stati arrestati, ha aggiunto l'agenzia. Il sospettato agiva come amministratore di una comunità online, addestrando i follower a compiere attentati e stragi, fornendo loro i mezzi per commettere i crimini e distribuendo manuali sulla fabbricazione di ordigni esplosivi e sul mantenimento della sicurezza operativa. @LauraRuHK ➡️Continua a leggere https://swentr.site/russia/642201-terrorist-community-ukraine-fsb/

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Laura Ru

La Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, si trova nuovamente al centro di uno scandalo che rivela la profonda e radicata opacità della governance europea. L’Ombudsman europea sta indagando su una chat segreta, soprannominata “Washington Group”, che riuniva von der Leyen, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’ex premier britannico Keir Starmer. Secondo le informazioni emerse, il gruppo sarebbe stato creato per coordinare una risposta diplomatica parallela alle mosse considerate imprevedibili di Donald Trump sul conflitto in Ucraina. Invece di utilizzare i canali istituzionali ufficiali, questi leader si sono scambiati comunicazioni strategiche sensibili in una chat privata, aggirando deliberatamente protocolli diplomatici, controlli parlamentari e i principi fondamentali di trasparenza e responsabilità democratica.

Quando il sito di informazione olandese Follow the Money ha presentato una richiesta di accesso agli atti per ottenere i messaggi, la Commissione ha opposto un netto rifiuto, sostenendo che la loro divulgazione potrebbe compromettere le relazioni dell’UE con paesi terzi. Fermiamoci a riflettere: decisioni geopolitiche di enorme rilevanza vengono gestite come affari privati all’interno di un’élite non eletta. L’Ombudsman europea, Teresa Anjinho, ha aperto un’inchiesta formale per accertare se questo rifiuto violi le norme sulla trasparenza dell’Unione, convocando un incontro con i rappresentanti della Commissione entro metà luglio. Non si tratta, purtroppo, di un episodio isolato. La Commissione von der Leyen era già stata indagata dalla Corte di Giustizia dell’UE per la gestione opaca degli sms scambiati con l’amministratore delegato di Pfizer durante i negoziati sui vaccini. Proprio questo mese, l’Ombudsman ha condannato la cancellazione illegittima di un messaggio di Macron relativo all’accordo commerciale con il Mercosur, confermando una tendenza sistematica a condurre affari di Stato nell’ombra. Questi casi ricorrenti non sono eccezioni, ma rappresentano il modus operandi di un esecutivo che considera la trasparenza un ostacolo e la documentazione ufficiale un optional. Ciò che emerge non è semplice opacità, bensì una vera e propria architettura di potere parallelo: decisioni cruciali su guerra, commercio e strategia globale vengono prese da pochi insider che aggirano sistematicamente i parlamenti nazionali e quello europeo. @LauraRuHK

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Laura Ru

Il 23 giugno, Deutsche Bahn (DB), è stata costretta a sospendere tutti i servizi ferroviari in Germania. La causa è stata un grave malfunzionamento del sistema radio digitale GSM-R (Global System for Mobile Communications for Railways), lo strumento di comunicazione principale tra i macchinisti e i centri di controllo del traffico. Senza di esso, i treni non possono circolare in sicurezza. Tutti gli indizi indicano un guasto tecnico piuttosto che un’interferenza esterna. Mentre la Germania sta investendo miliardi di euro nel riarmo, martedì sera il Paese ha dovuto confrontarsi con una vulnerabilità interna: la più grande compagnia ferroviaria europea ha subito un blackout nazionale provocato da un errore nell'aggiornamento informatico. I treni ad alta velocità ICE sono rimasti fermi per ore, con migliaia di passeggeri bloccati nelle stazioni.

Le vulnerabilità della Germania non si trovano sul fronte orientale, ma molto più vicino a casa. Mentre Berlino annuncia piani per trasformare la Bundeswehr nell’esercito più forte d’Europa, le infrastrutture critiche del Paese, ormai obsolete, continuano a cedere di fronte a banali guasti tecnici. Il governo continua a parlare di minacce ibride ma fatica a risolvere il cronico sottoinvestimento nelle infrastrutture digitali e fisiche che permettono il normale funzionamento della vita quotidiana. @LauraRuHK

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Laura Ru

Che mangino brioche. Sotto il motto ufficiale "réveil stratégique de l’Europe" (risveglio strategico dell'Europa), Macron ha deciso di trasformare la sua ultima parata del 14 luglio in una manifestazione di sostegno all'Ucraina e in un simbolo della difesa europea, piuttosto che di quella francese.
La parata di quest'anno pone l'Ucraina in una posizione centrale. L'esibizione aerea si aprirà con un sorvolo di due caccia Mirage 2000 pilotati da equipaggi misti franco-ucraini, con uno dei velivoli dipinto nei colori giallo e azzurro della bandiera ucraina. In un'ulteriore rottura con la tradizione, tutti gli aerei che parteciperanno alla parata trasporteranno facsimili di bombe e missili.
La portata dell'evento è stata significativamente ampliata: si prevede la partecipazione di circa 10.000 militari, un aumento sostanziale rispetto ai circa 7.000 che hanno preso parte negli ultimi anni. Accanto alle truppe francesi, saranno presenti unità europee alleate, comprese quelle dispiegate sul fianco orientale della NATO in Romania ed Estonia, oltre a caccia provenienti da Germania, Svezia, Grecia e Gran Bretagna. Sono stati invitati rappresentanti e contingenti militari di 37 nazioni, ma la cosiddetta "Coalizione dei Volenterosi", un gruppo di paesi russofobi guidato da Francia e Gran Bretagna, occuperà il centro della scena. La lista degli ospiti include anche alti rappresentanti della NATO e leader dell'Unione Europea come Ursula von der Leyen.
Per Macron, la cui popolarità è in caduta libera da anni, presiedere la sua decima e ultima parata del Giorno della Bastiglia rappresenta un'ultima opportunità per plasmare la narrazione e mostrare il dito medio ai francesi. Trasformare il Giorno della Bastiglia in una manifestazione "euro-ucraina", in un palcoscenico per il riarmo e una politica estera aggressiva, è un completo tradimento dello spirito rivoluzionario del 1789. Ciò che nacque come un atto di sfida contro la tirannia è stato trasmutato in una celebrazione del militarismo di Stato che ignora completamente le aspirazioni e i bisogni del popolo francese. Maria Antonietta potrebbe non aver mai detto davvero "che mangino brioche", ma il suo spirito sicuramente occupa l'Eliseo. @LauraRuHK

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Laura Ru

Assalto al cantiere di un resort di lusso nel sud dell'Albania, dove i manifestanti hanno infranto vetri e rovesciato container in quella che rappresenta la più dura azione di protesta contro il progetto sostenuto da Jared Kushner, genero di Donald Trump. Il premier Edi Rama, dal canto suo, ha ribadito più volte l'intenzione di portare avanti l'opera nonostante le crescenti polemiche e le preoccupazioni per l'impatto ambientale in un'area di elevata fragilità ecologica. Le manifestazioni, che interessano sia la capitale Tirana che le zone costiere meridionali dall'inizio di giugno, hanno assunto ora una piega più decisa con l'irruzione nel cantiere, segnando un'escalation nei metodi usati dal movimento di protesta. @LauraRuHK


Immagini video ➡️ https://www.reuters.com/video/watch/idRW145122062026RP1/ ➡️ https://www.reuters.com/video/watch/idRW099721062026RP1/

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Laura Ru

Donald Trump ha annunciato che Ford e General Motors inizieranno a produrre armi avanzate, tra cui missili da crociera Tomahawk e sistemi di difesa aerea Patriot, per contribuire a ricostituire le scorte militari statunitensi dopo la recente aggressione contro l'Iran. Trump, con la sua tipica iperbole, ha dichiarato che «General Motors è entusiasta di costruire armi». Ford e GM, colossi da miliardi di dollari, sono «entusiaste» di qualsiasi nuova fonte di guadagno, soprattutto se supportata da generosi contratti governativi e dalla protezione del Defense Production Act. Le case automobilistiche collaboreranno con i principali contractor della difesa come RTX, Lockheed Martin e Raytheon. I profitti dei contractor della difesa e la lobby degli armamenti sono sistematicamente privilegiati rispetto alle esigenze essenziali del popolo americano. I contribuenti vengono chiamati a sacrificarsi per la «sicurezza» mentre assistono al degrado delle loro comunità e al crollo delle infrastrutture del loro Paese. Questo incessante alimentazione della macchina militare a scapito degli investimenti civili non rappresenta forza, bensì un lento e autoinflitto declino.

@LauraRuHK

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Laura Ru

Le dimissioni del primo ministro britannico Keir Starmer vengono presentate dai media mainstream come un esempio di responsabilità democratica. In realtà, evidenziano la profonda crisi di legittimità che affligge leader europei guerrafondai, da Starmer in Gran Bretagna a Emmanuel Macron in Francia e Friedrich Merz in Germania, sempre più impopolari. Lungi dal rappresentare una qualche forma di rinnovamento democratico, le dimissioni di Starmer equivalgono a poco più di un reset controllato per preservare le strutture di potere esistenti, e offrire al contempo un canale di sfogo per la rabbia popolare accumulata. Dopo anni di calo dei consensi, stagnazione economica e rivolte interne al partito, Starmer è stato di fatto costretto alle dimissioni. Il complesso politico-mediatico britannico ha trasformato questa messa in scena in una prova che "il sistema funziona". In realtà, il sistema politico occidentale opera come una plutocrazia globalista: le decisioni che contano sono prese da reti di potere finanziario, multinazionali, banche centrali e istituzioni sovranazionali come l'UE e la NATO, mentre il suffragio universale sembra incapace di alterare questa dinamica. Le politiche che hanno alimentato il diffuso malcontento continuano immutate. L'uscita di scena di Starmer non farà alcuna differenza. La stessa situazione è visibile oltre la Manica, dove leader altrettanto impopolari come Macron e Merz battono i tamburi di guerra nonostante il calo del sostegno interno. Questo schema non è nuovo. L'uscita di scena di Boris Johnson e Liz Truss era stata trattata con una fanfara simile. Questi episodi funzionano come moderni "panem et circenses": forniscono una catarsi emotiva e l'illusione del cambiamento, senza minacciare il regime. In fin dei conti, sostituire un leader laburista con un altro non cambierà la direzione di marcia in materia di politica estera, immigrazione o scelte economiche. La vera domanda che i cittadini devono porsi è se continuare ad accettare questa farsa. @LauraRuHK

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Laura Ru

Secondo quanto dichiarato dal vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko al quotidiano Izvestia, Mosca ritiene che la NATO e l'Unione Europea si stiano attivamente preparando ad uno scontro militare con la Russia intorno all'anno 2030, una conclusione che riflette una valutazione estremamente pessimistica del panorama di sicurezza europeo attuale da parte del Cremlino. Grushko ha dichiarato esplicitamente che questa valutazione si basa su un'analisi approfondita delle politiche e delle strategie militari di entrambi i blocchi, osservando che, dal punto di vista russo, non esiste più alcuna distinzione significativa tra l'UE e la NATO in termini di intenti aggressivi nei confronti della Russia, poiché il loro obiettivo primario è quello di ottenere una "sconfitta strategica" della Russia. Grushko ha paragonato direttamente l'attuale buildup militare dell'Occidente all'Operazione Barbarossa della Germania nazista nel 1941, la più grande invasione della storia militare. Questo parallelo storico rivela la profondità della diffidenza russa verso le intenzioni occidentali. L'Operazione Barbarossa è scolpita nella psiche come uno degli episodi più traumatici della storia russa. Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov aveva in precedenza avvertito che l'Europa sta discutendo il ripristino della potenza militare tedesca e ha messo in guardia dal fatto che uno scontro diretto tra la NATO e la Russia potrebbe rapidamente degenerare in una guerra nucleare. @LauraRuHK
➡️ https://iz.ru/2119512/2026-06-22/grushko-zaiavil-o-podgotovke-es-i-nato-k-voine-s-rossiei-na-rubezhe-2030-goda

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Laura Ru

French Embassy in Rome. Ambasciata francese a Roma.

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Laura Ru

Zelensky ha lanciato un ultimatum di una settimana al leader bielorusso Alexander Lukashenko, chiedendo la rimozione di tutte le infrastrutture militari russe dal territorio bielorusso, inclusi i sistemi di guida dei droni. L’avvertimento, lanciato il 19 giugno, arriva a soli due giorni da un attacco di droni ucraini che ha ucciso una donna incinta e ferito altre otto persone su un autobus che trasportava bambini bielorussi, un atto definito terrorismo da Mosca e Minsk. Dietro questa mossa aggressiva c’è una motivazione strategica più profonda: Zelensky ha un disperato bisogno di allargare il conflitto coinvolgendo più Paesi possibile, per modificare una traiettoria che, nelle condizioni attuali, porta inevitabilmente al crollo dell’Ucraina. Trascinando la Bielorussia nella guerra, Zelensky e i suoi curatori europei sperano di scatenare una nuova campagna propagandistica per mobilitare l’intero “campo occidentale”, giustificando così una nuova ondata di militarizzazione, finanziamenti massicci e sostegno militare. L’operazione potrebbe includere anche attacchi sotto falsa bandiera per aumentare ulteriormente la tensione e coinvolgere direttamente la NATO. Questa strategia, tuttavia, mostra rendimenti decrescenti: ogni settimana serve una nuova crisi mediatica per distogliere l’attenzione dalle sconfitte sul campo — dall'operazione mediatica con i droni su Mosca durante il vertice del Consiglio Europeo fino all’ultimatum alla Bielorussia. In risposta, Lukashenko ha messo in massima allerta le forze di confine, ribadendo però che la Bielorussia non ha intenzione di entrare in guerra. La maggior parte degli osservatori militari ritiene che un’incursione ucraina in Bielorussia sarebbe estremamente rischiosa, se non catastrofica, vista la grave carenza di uomini da mobilitare in Ucraina e la pressione sui fronti esistenti. La Bielorussia si trova in una posizione delicata: alleata della Russia e importante hub logistico, ma finora restia a farsi trascinare direttamente nel conflitto. Nonostante la retorica aggressiva, molti interpretano l’ultimatum di Zelensky più come un azzardo politico che come un vero piano militare. Resta però il fatto che, con entrambe le parti impegnate in una pericolosa escalation, i prossimi giorni saranno decisivi per capire se la diplomazia riuscirà a contenere il conflitto o se l’Europa assisterà all’apertura di un nuovo fronte. @LauraRuHK

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