In un mondo che gira e gira, come una trottola impazzita, noi ci vantiamo d’essere decisamente statici. Siamo fissi e immobili in una società in costante movimento, piccoli Davide coi piedi ben piantati di fronte a un Golia in preda a una danza sfrenata.
Il problema che abbiamo oggi coi classici è lo stesso dei tempi di Minerva e lo Scimmione di Romagnoli: non ci mancano edizioni specialistiche e filologiche ma edizioni per il grande pubblico. Questo fatto è aggravato dalla pressione della concezione dei classici anglosassone sulla nostra. Se dovessimo spiegare quest'ultima, potremmo definire il classico un testo antico che ha qualcosa da insegnarci. La concezione anglosassone, molto spinta nel loro ambito accademico, vede nel classico una specie di potente risorsa di prestigio e autorità; una sorta di forza assoluta che si può plasmare per adattarla alla mentalità moderna ed imbrigliare per trarne vantaggio. È la stessa concezione che ha il cattivo di Codice Genesi della Bibbia, e ha molto a che fare con la mentalità protestante del sola scriptura. Il libro antico diventa una risorsa in quanto antico, senza chiedersi perché è sopravvissuto. Da qui le infinite e tediose riscritture e rinarrazioni del mito, da qui le traduzioni caricate ideologicamente della Wilson (e da noi di Fatica, il più italiano di tutti i traduttori all'americana).
La conseguenza però è che in breve il classico perde ogni sua ragione di esistere come realtà a sé stante e diventa in breve solo un piedistallo da cui sputare (per non dire di peggio) in testa ai plebei che non lo conoscono.
Prendere una posizione rigida su una questione è molto più comodo di prenderne una articolata.
Читать полностью…Romanzo-saggio, vituperio delle genti, hai fatto credere a degli scappati di casa freschi di università di saper scrivere fino a consacrarli nell'Olimpo della narrativa contemporanea!
Читать полностью…Per quanto Verne sia più abile di Salgari, la principale ragione della sua fortuna è dovuta al fatto che è stato molto tradotto, perché semplicemente ha scritto in un momento in cui l'editoria stava spiccando il volo proprio a partire dal suo paese. Quando è arrivato Salgari, lo spazio del romanzo di avventura era dominato dagli americani.
Il buon Emilio però è solo un esempio. Nel momento in cui l'editoria italiana ha iniziato a prendere piede, la letteratura italiana non riusciva a cogliere l'interesse internazionale, non tanto per mancanza di qualità, ma perché gli spazi erano già tutti occupati. Gli unici libri di italiani che ebbero qualche fortuna estera furono scritti direttamente in altre lingue (D'Annunzio, Marinetti e Annie Vivanti fra tutti). Questo ci ha permesso di avere un vivace mercato nazionale del libro, ma ci ha anche affossato e rinchiuso in noi stessi, soprattutto dopo il ventennio, quando le correnti letterarie "alte" (cioè principalmente il Neorealismo) non solo scrivevano esclusivamente per italiani, ma anche per una frazione estremamente ridotta della popolazione. Il campo della letteratura popolare e d'intrattenimento è stato lasciato agli stranieri (salvando Salgari perché era di fatto inestirpabile), mentre la letteratura delle Torri d'Avorio era solo italiana.
Educare il gusto significa semplicemente esporre a cose buone e lasciare che mano a mano si impari ad apprezzarle, se è possibile. Non significa costringere ad apprezzarle
Читать полностью…Il Ramadan, d'altra parte, data una certa tendenza ossessiva di molti musulmani ad un'apologetica spesso priva di fondamento ma estremamente aggressiva e piena di buona volontà, si presta moltissimo ad essere impugnato politicamente. Per questo, non per altro, ha più successo sui giornali e nei comunicati ufficiali della Quaresima. Certo, se vogliamo rimanere sempre e solo a questa dimensione superficiale e ufficiale della "religione", se pure si può chiamare così, non avremo mai speranza, non in quanto Occidente, ma in quanto esseri umani in generale. I giornalisti, una volta usato il loro giocattolo per i loro scopi, butteranno via anche il Ramadan, d'altra parte già privato di tutte le sue potenzialità ascetiche e metafisiche da articoli di questo genere, e noi resteremo soli e privi di ogni strumento morale e spirituale.
Читать полностью…Si potrebbe suggerire che l'Occidente abbia perso la sua dimensione spirituale, la sua capacità di fare penitenza, ma non è vero. Conosco persone che si impongono restrizioni e digiuni molto più gravi per ragioni morali molti minori.
Читать полностью…Fatevi un favore e guardatevi i video di questa artista in gamba
https://youtu.be/Y--djTwZV4E?si=lDrryh3iP5P4gqaN
Non è sorprendente che in una democrazia ci siano delle componenti che vedono il potere non come un mandato ma come un mezzo per ottenere degli scopi personali; è sempre stato così, e la democrazia ammette per sua stessa natura la sopravvivenza di una componente autoritaria. Forse dovrebbe sorprendere di più la faccia tosta di questa componente di chiamarsi democratica...
Читать полностью…L'età vittoriana l'hanno fatta gli inglesi, con il loro moralismo e le loro buone maniere; l'età edoardiana però l'hanno fatta gli americani, con la loro spontaneità e rudezza entusiastica, caricandosi, dove potevano, del fardello delle buone maniere e dell'ipocrisia inglese.
Читать полностью…Non esiste nulla di più imbecille della fiducia cieca nel sistema; il sistema funziona se lo si fa funzionare. Non basta essere in democrazia per essere liberi, come non basta l'esistenza della moneta per essere ricchi.
Читать полностью…La ragione per cui il relativismo ha fatto tanta presa è che si appella ad una cosa che tutti sappiamo, nel profondo: la verità certo esiste ed è una sola, ma non possiamo essere noi con le nostre forze ad imporla; in quel caso diventa solamente la nostra verità.
Quello che possiamo davvero fare è permetterle di realizzarsi e mostrarsi al mondo; ogni verità che ha bisogno di imporsi con la forza o l'inganno è molto più debole nella sua struttura di quanto non ci diciamo.
Gli arroganti non piacciono a nessuno, ma il mondo degli arroganti a volte ci fa gola. Poter risolvere un problema con una rispostaccia, essere talmente sicuri di sé da non considerare gli altri hanno un qualcosa di divino per la nostra mente ancora confusa dal vittorianesimo.
Читать полностью…L'homo oeconomicus, se mai è esistito, è già passato. L'uomo postmoderno non si concepisce in base al contributo economico ma in base alla sua produttività; la differenza può sembrare una sottigliezza ma è una sottigliezza larga quanto un abisso: il contributo economico si può dare senza fare nulla, purché sia un bene per la società. L'uomo economico poteva attendere che il frutto maturasse, che il vino fermentasse, che gli investimenti producessero i loro interessi; all'uomo produttivo non interessa nulla di tutto questo, ma solo di ottenere dei risultati e che essi siano attribuibili al suo continuo lavorio. Poco importa se siano risultati interessanti, se il lavoro sia davvero utile o che: il suo interesse è dire "Oggi ho fatto questo, ho ottenuto questo". Il risultato poi deve essere sempre e solo convertibile in quattrini; il contributo sociale del lavoro svanisce; se hai lavorato sodo per truffare bambini, orfani, vedove e disgraziati vari, meriti comunque una ricompensa.
Читать полностью…Il modo in cui le persone religiose postmoderne vorrebbero vivere è quello dei Mennoniti. Citano il Salmo 1 "Beato l'uomo che non siede nel consiglio dei malvagi" per giustificare il loro desiderio di vivere in un mondo a parte, dove non è richiesto l'esercizio del libero arbitrio. È una cosa difficile essere nel mondo senza essere del mondo, forse, chissà, impossibile; quindi a che vale tentare? Questo però non è ragionare da uomini, ma da schiavi. È buona cosa seguire il consiglio del Salmo 1 e scegliere con cura le proprie amicizie e coloro a cui si chiedono consigli; questo non può sostituirsi alla nostra scelta. Rifugiarsi in un mondo in cui tutto è buono è un'illusione e un'idolatria; significa credere nel sistema piuttosto che in Dio, e non importa se il sistema sia religioso o meno. Non si nasconde la candela sotto il moggio, ergo, dopo i primi dieci, non si viola l'undecimo comandamento: "Starai nel consorzio dei tuoi simili; vivrai della loro medesima vita; amerai e soffrirai con essi, perché non ti è dato sottrarti alla legge comune".
Читать полностью…Gli accademici sono molto di rado in contatto con la propria genialità e per creare è questo che serve e dire cose originali è creare.
Читать полностью…È sorprendente come gli abitanti delle grandi città si stiano ammalando di provincialismo. Intendo provincialismo come la tendenza di chi si sente periferico a voler imitare (principalmente per prestigio sociale) le tendenze di chi percepisce come centrale. Oggi il centro per il cittadino è l'estero. Una volta erano gli Usa, ora grandi città europee come Parigi, Bruxelles, Berlino, Londra. Luoghi non luoghi che stanno diventando sempre più provinciali a loro volta a furia di attirare provinciali che ne compongono la popolazione attiva a livello intellettuale.
Читать полностью…Ogni tanto ripenso all'antologia per le scuole con sole autrici e mi chiedo se ci hanno infilato dentro Annie Vivanti che ha fatto le affermazioni più scomode possibili per il femminismo di questa generazione.
(Due notine di riferimento: in Sorella di Messalina dipinge quella che si può definire femminilità tossica, volta fino all'annichilimento del maschile e dell'uomo. In Vae Victis, nonostante abbiano voluto tirarci fuori un film tremendo di propaganda abortista, ficca il dito nella vera piaga delle gravidanze indesiderate, ossia che sono principalmente indesiderate dalla bella società ipocrita, anche quando sono frutto di stupro di guerra).
Checché se ne dica, il dubbio metodico è meglio della fede assoluta nella ragione. La fede assoluta nella ragione è un'aporia perché si basa su di un assunto completamente irrazionale (il fatto che tutto sia comprensibile e dominabile dalla ragione); questo assunto, anzi, non è solo in contraddizione con la ragione (che deve sempre riconoscere i suoi limiti) ma con la realtà stessa. Non a caso, il culto della ragione è finito col voler adeguare la realtà al sogno razionalista e non viceversa.
Читать полностью…Il fatto è che l'unica ragione di certe scelte, di certi articoli, di certe idee è puramente politica e questo fatto non riguarda tanto l'Occidente, quanto l'intera civiltà post-hegeliana. Siamo pronti ad accettare un digiuno per ragioni politiche e quindi siamo pronti ad accettare il Ramadan per farla in barba a certe fazioni politiche. Non interessa la componente ascetica perché pensiamo che un mondo migliore non dipenda dall'essere uomini migliori, padroni di sé, in grado di rinunciare ad un piacere momentaneo o ad un bene minore per un bene maggiore; ci interessa solo il poter cambiare degli equilibri di potere.
I nostri sacrifici sono tutti a questa divinità multiforme e sfuggente, terrificante e scostante, che non mantiene mai le proprie promesse, per il semplice fatto che è un dio debole ma crudele e pretenzioso.
"Tendiamo ad associarlo solo al digiuno. Invece, il mese sacro della religione musulmana è, in primis, un'occasione per creare ricordi e relazioni. E che, al calare del sole, rivela un menu che parla di appartenenza e identità".
La didascalia, come il resto dell'articolo, non vogliono dire assolutamente nulla. Posso creare ricordi e relazioni sbucciandomi un ginocchio sull'asfalto, prendendo un muro a testate, facendo a gara di schiaffi con qualcuno, bullizzando i più deboli, compiendo omicidi su commissione. Una cosa deve essere buona e giusta in sé, non per le conseguenze accessorie che le sono legate.
Il Ramadan è una penitenza ed una penitenza particolarmente dura. Come ogni penitenza è almeno in parte una pratica ascetica. Se lo guardiamo al di fuori di questa dimensione, perde totalmente il suo valore.
Perché allora questa ossessione di giornalisti, presidi, insegnanti per tutto quello che nulla ha a che fare con l'ascesi?
Fahrenheit 451 è probabilmente una dei peggiori distopici mai scritti, perché si riduce alla fine in un power fantasy non solo intellettuale (o meglio intellettualoide) ma anche fondamentalmente puritano. L'odio di Bradbury per tutti i piaceri forti è una grande dimostrazione di povertà intellettuale, dato che dimostra di non riuscire a staccarsi minimamente da una filosofia nei cui fondamenti non crede. Non crede in una salvezza ultraterrena, ma crede nel peccato che la impedisce; non crede che la vita abbia un senso (non a caso sceglie Qoelet come libro da affidare al suo protagonista) ma crede che sia cattivo vivere come se così fosse.
Per una qualche ragione pensa che i libri abbiano un particolare valore a prescindere se siano buoni libri; anzi, fa finta che quelli cattivi non esistano.
Il tutto è il sintomo estremo del platonismo ateo dell'intellettuale postmoderno, che si sente superiore a tutti per il fatto di appartenere alla categoria, senza che debba fare nulla di concreto per dimostrare il proprio valore e la propria posizione sociale. Il finale dimostra soltanto come sia più importante appartenere al circolo dei sapienti piuttosto che avere qualcosa di intelligente da dire
Uno dei punti di forza del post-apocalittico rispetto alla distopia è che è possibile mantenere un potere assoluto su un numero ridotto di persone, soprattutto se si riporta la società al predonismo; lo stesso però è molto più difficile mano a mano che la società si fa più complessa. Un piccolo capo può tenere sott'occhio facilmente, con l'aiuto di qualche scagnozzo, diverse centinaia di persone. Il costo di questo controllo però si accresce in modo esponenziale col crescere della popolazione, fino a diventare insostenibile quando si devono gestire milioni di persone. Questo rende High Rise di Ballard l'unico vero romanzo distopico funzionante: non solo la prospettiva è limitata, ma il fatto del controllo è completamente messo da parte. L'architetto aveva solo la pretesa di costruire un mondo nuovo, non di governarlo.
Читать полностью…L'ecologismo si è fatto spazio sfruttando un senso di colpa diffuso nella nostra mentalità vittoriana; per questo ha colpito prima di tutto i beni "di comfort", come le automobili, le case, il riscaldamento e nel cibo quello percepito come più di lusso (la carne).
La mentalità calvinista si fondava sul vivere da miserabili per dimostrarsi virtuosi. Si trattava di una virtù farisea, di un rigarsi il volto e cospargersi il capo di cenere per dimostrare di essersi meritati la propria prosperità; una vita oltremodo spartana, la durezza del vivere, per non mescolarsi alla feccia dei mangioni e dei beoni. L'ecologismo prevede all'incirca gli stessi sacrifici, proprio perché sono codificati dentro a questa struttura di "virtù".
Lo scopo della politica non è di arrivare ad un'età dell'oro in cui tutto è equilibrato e tutto giusto, per il semplice fatto che questo è impossibile. La politica esegue un lavorio continuo per continuare a correggere lo Stato, la legge, la sua applicazione, le sue istituzioni (e sì, inclusa la magistratura). Non è una scienza della perfezione, ma del perfezionamento e come tale va trattata. Per questo non si possono pretendere da essa delle correzioni troppo brusche e le rivoluzioni sono destinate a fallire a meno che un esercito di piccoli uomini continui a ricucire le ferite che esse aprono coi loro tentativi di risolvere i problemi.
Читать полностью…Il fatto che l'economia usi la matematica non deve farci dimenticare che l'economia è una scienza delle cose e non dei numeri. La perfetta schematizzazione matematica non renderà mai conto fino all'ultimo della realtà, anche se può aiutare a comprenderla e a capire dove conviene agire; esistono dei fattori, e sono tanti, che non sono quantificabili.
In altre parole, l'economia non può ridursi a finanza; non si tratta solo di fare investimenti in un settore o in un altro, perché i quattrini non si trasformano magicamente in cose. Anzi, il fatto che lo facciano in modo relativamente attendibile è frutto di uno dei fattori non quantificabili più importanti, ovvero la civiltà a cui siamo giunti. Il fatto che l'operaio e l'impiegato vadano sul posto di lavoro e lavorino invece di saccheggiarlo è una cosa tutt'altro che scontata. Il fatto che l'uomo comune preferisca spaccarsi la schiena invece che spacciare non è assolutamente la normalità. Il fatto che il manager non derubi gli impiegati, che l'imprenditore non butti fino all'ultimo spicciolo nella formazione di un impero criminale non risponde a nessuna necessità matematica.
Tutto è disgustosa retorica quando la retorica non è la tua.
Читать полностью…La maggior parte delle "giornate mondiali di" e feste varie è pensata non per farci celebrare qualcosa, ma per renderci scontenti a riguardo.
Questo perché il mondo moderno non è edonista, come non è edonista l'alcolizzato. Il mondo moderno fugge dai problemi nascondendosi dietro a qualsiasi cosa. Per questo, per vendere qualcosa, si è scelto prima di creare un problema e poi di proporre un sollievo (ma non una soluzione) al problema stesso.
L'inganno che il pubblico vuole subire da una storia non è interno alla storia stessa. Lo spettatore e il lettore vogliono immergersi in un mondo altro, tendenzialmente più semplice, finché fruiscono della narrativa. Ingannare il pubblico continuando a cambiargli le carte in tavola, inventandosi complotti e misteri che non hanno alcuna giustificazione all'interno della storia stessa fino a quel momento non è assolutamente giustificabile.
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