In un mondo che gira e gira, come una trottola impazzita, noi ci vantiamo d’essere decisamente statici. Siamo fissi e immobili in una società in costante movimento, piccoli Davide coi piedi ben piantati di fronte a un Golia in preda a una danza sfrenata.
Il pensare la tecnologia come inarrestabile e sempre in crescita è il più tipico frutto del più tipico pregiudizio del sopravvissuto. La tecnologia che ha avuto successo è una parte infima di quella che è stata tentata di fare funzionare.
C'è stato un momento in cui si pensava che la posta pneumatica fosse il futuro; altri in cui si pensava che si sarebbe potuto sfamare un uomo con una pillola; c'è stato il periodo degli idroplani, e persino dei tentativi di ecranoplani, per non parlare dei dirigibili per cui erano state costruite anche ampie infrastrutture.
La spazzatura della storia è piena di profeti insufficienti che abbiamo allegramente seppellito insieme alle loro idee rivoluzionarie, perché alla fine non è il nostro entusiasmo a decidere cosa funzionerà e cosa no, ma la dura e fredda realtà, solida e concreta.
C'è un passo nell'introduzione de L'uomo greco curato da Vernant in cui sostiene che l'uomo non può più guardare la luna come prima della sua esplorazione, come gli antichi, perché ora sappiamo davvero com'è e questo l'ha privata di tutta la sua poesia.
È incredibile come si possa arrivare a dire delle tali colossali fesserie. Lo stupore umano si accresce soltanto coll'approfondirsi della sua conoscenza. L'antico vedeva nella luna una dea, ma anche nella fonte che frequentava quotidianamente. Agostino, citando Varrone, ci ricorda che i Romani avevano ben tre divinità per l'umile spiga di grano. D'altra parte il sapere come è fatta una cosa non ne riduce minimamente il mistero, né il turbamento romantico che ci induce: la bellezza stessa è qualcosa che non possiamo spiegare.
"Tutto quello che la natura può riunire fra le meraviglie per gli occhi, senza che la mano dell’uomo si tradisca nei suoi interventi" (Jules Verne, Il raggio verde, attualmente in traduzione).
Probabilmente la più riassuntiva descrizione di cosa debba essere un giardino.
Fino a Locke la ragione era considerata come la facoltà del giudizio (e dell'autocoscienza). L'inglese decise che era puro calcolo e noi ci siamo adeguati, con tutti i problemi che ne conseguono. Il problema del razionalismo non è di credere che tutto è matematico, né che la matematica sia lo strumento per comprendere la realtà a livello scientifico; il problema del razionalismo è che pensa che tutto sia solo matematico e che la scienza sia l'unico modo per approcciarsi al reale. Per questo tendiamo a ridurre tutto a numero, anche a livello morale e affettivo: siamo stati convinti che tutto sia solo calcolo.
Читать полностью…Internet è pieno di "consigli" per come scrivere bene. Il 99% sono consigli pessimi (come quello in immagine), totalmente arbitrari.
La scrittura creativa non è una scienza e ancora meno un lavoro di ingegneria, non si adegua a delle regolette. Limitarsi è per lo più un errore, se lo si fa in modo poco coerente. Checché se ne dica, moltissimi buoni romanzi iniziano con scene d'azione e, d'altra parte, va benissimo iniziare con una scena d'azione e poi vedere se vale la pena metterci qualcosa prima. In altre parole, questo "non fare così" serve solo a mettere i bastoni fra le ruote al creativo, invece che ad incanalarne le capacità al meglio. Guardarsi da questa gente è un dovere.
Chiamiamo superficiali non le persone che stanno alla realtà, ma quelle che credono alle finzioni semplificate che si formano nella loro testa. La profondità sta nell'accettare che la realtà è complessa e non prona a soddisfare il nostro bisogno.
Читать полностью…"Studio rivoluzionario", "getta una nuova luce su", "sconvolge la nostra comprensione" sono accademichese per "per favore, finanziate i miei studi, sono un povero diavolo che è costretto ad esaminare il mio campo in cerca di ciò che è di moda oggi"
Читать полностью…Il principale effetto della Riforma fu di trasferire il potere (temporale e spirituale) da autorità religiose ad autorità civili, di fatto privatizzando la religione. Non si trattò di un effetto collaterale, ma di uno dei desiderata di Lutero, confermato sia nelle sue tesi, sia nelle sue posizioni prese durante la rivolta dei contadini.
Il problema è che la conseguenza di tutto questo fu devastante. Il conflitto tra Chiesa e Impero fu semplicemente trasferito tra potentato locale e potentato locale, e fra ognuno ed il potere imperiale, e fra potere imperiale e altri poteri non locali che però volevano dire la loro: è l'epoca delle guerre di religione. Quest'epoca è stranamente messa da parte a livello culturale, se non per tirare fuori la colpa dell'una o dell'altra parte di tanto in tanto, quasi si volesse rimuovere la sua causa profonda, ovvero la consegna dell'autorità religiosa nelle mani del potere politico o, se si preferisce, l'unificazione dei poteri nelle mani della politica.
Non a caso le guerre di religione si concludono con l'instaurarsi dell'assolutismo ed il terrificante secolo di conflitti internazionali che ne conseguono.
Alle volte mi chiedo se il consumismo esiste, e la maggior parte di esse mi rispondo di no. Non perché non sia evidente un certo modo malato di gestire beni e di far dipendere di fatto la vita da essi, ma perché questo modo non appartiene al sistema, ma alla natura dell'uomo. Non esiste il consumismo, esistono avidità e prodigalità; il resto è solo tentativo di dar la colpa agli altri di qualcosa che ciascuno cova nel suo cuore.
Читать полностью…Il cinismo è una vigliaccheria dell'intelletto.
Читать полностью…Una delle conseguenze della Riforma di cui si parla poco fu un generale impoverimento della Chiesa. Il che magari potrebbe far piacere ai pauperisti, se non fosse che l'impoverimento è l'esatto contrario della povertà come virtù. Che lo si creda o no, le chiese e le canoniche vanno riparate, di tanto in tanto, i parroci e, per quanto possa sembrare incredibile, persino i frati devono mangiare, le opere di carità hanno bisogno di finanze e quant'altro. La conseguenza fu che i religiosi cominciarono a trafficare ed ingegnarsi per tirare a campare, ciascuno a suo modo. In altre parole, l'impoverimento portò, come fa sempre, ad una maggiore preoccupazione di fare quattrini con tutte le spiacevoli conseguenze che si possono immaginare.
Non tutti i risultati furono negativi: ad esempio dobbiamo ai gesuiti la creazione della scuola moderna, e un notevole sviluppo e diffusione della musica ai molti religiosi che ci si dedicarono, principalmente in qualità di insegnanti. Resta che l'ansia del sopravvivere e mantenere in piedi opere ce la portiamo dietro anche oggi, così come una connivenza spesso forzata con la politica, ereditata sempre da modi dei gesuiti di cui sopra.
Ma la falsificazione ideologica raggiunge delle proporzioni ridicole quando sottovaluta la più grande e continua minaccia che l'Impero abbia mai fronteggiato, l'Impero Persiano, dicendo che Carre è stata vendicata e Teutoburgo no. Ora, a parte la palese menzogna su Teutoburgo, che fu ampiamente "vendicata", se vogliamo usare il linguaggio di Tacito, si paragona una delle più grandi battaglie campali dell'antichità con un'imboscata resa possibile solamente da un tradimento, cosa ovviamente taciuta perché i puri Germani non fanno mica di queste cose.
Читать полностью…Il principale valore dell'opera è costituito dal fatto che viene percepita come una profezia della caduta dell'impero per mano germanica. Già questo è falso: l'unico popolo germanico a mettere davvero in difficoltà i Romani furono i Goti (cui Tacito dedica pochissimo ed un palese scarso interesse) e lo fecero principalmente su spinta unna. Questi ultimi sono stati la vera rovina dell'impero, sia per la devastazione che hanno portato, sia perché hanno creato le strutture che hanno permesso ai popoli germanici di organizzarsi in grandi federazioni.
Читать полностью…Le autobiografie nella maggior parte dei casi non ci interessano per i fatti della vita dell'autore, ma per comprendere quale immagine voglia dare di sé.
Читать полностью…La menzogna dietro all'efficienza è la stessa alla base dell'utopia: che tutti i problemi possano risolversi creando un sistema perfetto.
Читать полностью…La ragione per cui ci affascina realmente la tecnica è che ci promette di affrontare la realtà senza la responsabilità di capirla.
Читать полностью…Ti diranno che Ventimila Leghe sotto i Mari è la storia di un sottomarino. In realtà è la storia dell'esplorazione di meraviglie subacquee grazie ad un sottomarino.
Читать полностью…Le storie non sono un modo per affrontare i problemi urgenti della vita; per quello ci sono manuali di istruzioni e self-help. Le storie servono ad affrontare quelle questioni che vi tediano la sera prima di addormentarvi, o che vi tengono inquieti nelle varie faccende quotidiane che sbrigate. Per questo l'attualità infilata forzatamente nella narrativa non funziona.
Читать полностью…Il sogno proibito del razionalismo è che classificare la realtà corrisponda a conoscerla. Il razionalista è uno che, una volta venuto a sapere il grado di parentela di un lontano cugino e il suo mestiere, pensa di esserci diventato amico, senza neanche aver appreso se sia una persona buona o no.
Читать полностью…Uno dei problemi più gravi che trovo nella poesia di oggi è la sua gonfiezza, che è data principalmente dal voler parlare solo di cose grandissime ed epicissime. Nel frattempo, Fulvio Testi:
Читать полностью…La libertà individuale si ha quando il sistema è allo stesso tempo minimamente invasivo e valorizza al massimo la volontà individuale. L'eleutheria greca, però, non era libertà individuale, ma sociale, ovvero la libertà era valutata sulla possibilità data all'individuo di essere accettato nella società. Il problema greco della libertà ruotava attorno alla diseguaglianza, ovvero all'impossibilità di alcuni di fare parte della società degli uguali; allo stesso tempo però imponeva questa uguaglianza, alle volte fino ad annientare l'individuo e la persona.
Читать полностью…Una delle ragioni per cui abbiamo bisogno di storie è che capiamo le cose maggiormente osservandoci in azione piuttosto che dall'analisi o dalla deduzione. E le storie devono essere storie vere, con cose che capitano e personaggi che agiscono, non i pensieri e i giudizi di uno che cammina per strada e si guarda intorno.
Читать полностью…La differenza tra il realismo e un congresso di luoghi comuni è molto più sottile di quanto non si creda.
Читать полностью…Una delle cose che sottovalutiamo sempre è la volontà irrefrenabile delle persone mediocri di sporcare tutto ciò che c'è di buono e sano.
Читать полностью…D'altra parte, Tacito non può ammettere che i Germani (mancando totalmente di strutture logistiche, come ci ricorda Cesare) non sono una minaccia neanche lontanamente assimilabile al grande ed organizzato Impero Persiano, perché questo manca di tutte le caratteristiche che a Tacito piacciono e possiede tutte quelle che non gli piacciono o che non è in grado di capire: è bellicoso ma non lo sono i suoi cittadini; è composto di grandi e prospere città; ha una logistica lenta ma terrificante e una burocrazia avanzata e funzionale.
Читать полностью…Il punto di maggiore debolezza però è l'indirizzo evidentemente ideologico che Tacito vuole dare all'opera, anche questo smentito dalla storia. L'idea tacitiana è che i popoli germanici siano più semplici, meno "urbani", più dediti alla guerra. In essi rivede i costumi degli antenati romani della leggenda, quando Roma era ancora poco più che un agglomerato di villaggi e per avere qualche donna bisognava rapire una sabina. Il sogno di Tacito è quello di una Roma di cittadini guerrieri, sogno miseramente fallito da oramai due secoli, quando un certo Caio Mario fece la sua riforma.
Tacito sembra disprezzare il fatto che la gente comune non ami la guerra, come invece fanno i Germani, e vedere in questo una delle ragioni della sua decadenza. Viene da chiedersi se preferisse il longus et unus annus di Galba, Otone e Vitellio, conclusosi col prevalere del quarto inaspettato, Vespasiano.
La Germania di Tacito è uno dei peggiori libri che siano mai stati scritti e per stile e per organizzazione delle informazioni e per qualità delle informazioni stesse.
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